Focus sulle Visioni Ambientali e Progettuali: Gli Interventi dell’Arch.tti Irene Ferroni (Direttore Tecnico Archliving) e Giovannangelo De Angelis (Pres. Associazione PIDA)

Organizzato e moderato dal vice commissiario alla ricostruzione d’Ischia, Ing. Gianluca Loffredo, ieri, in occasione della fiera Remtech (Tecnologie per la Rigenerazione del Territorio) di Ferrara, si è tenuto un convegno incentrato sulla presentazione e discussione del Piano di Ricostruzione d’Ischia, uno strumento di pianificazione definito “complesso” e senza precedenti.

I vari interlocutori, tra cui il Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti Massimo Crusi,  l’Assessore all’urbanistica della Regione Campania Bruno Discepolo, il Commissario per la ricostruzione d’Ischia Giovanni Legnini, i sindaci Giosi Ferrandino (Casamicciola), Giacomo Pascale (Lacco Ameno), David Laezza (Assessore Forio) e vari consulenti del mondo accademico e delle professioni, hanno evidenziato la natura unica del piano, resosi necessario da due eventi catastrofici: il sisma dell’agosto 2017 e la frana del novembre 2022. Il piano si configura come uno strumento multisettoriale, multidisciplinare e multiscalare, che doveva conciliare la necessità di garantire il massimo livello possibile di sicurezza per i cittadini con l’obiettivo di conservare l’identità e la sopravvivenza delle comunità isolane.

Nella prima parte del convegno è stato sottolineato come il piano sia un unicum nel dibattito italiano sulla ricostruzione post-crisi, poiché è contemporaneamente un piano di area vasta (che riguarda tre comuni) e un piano attuativo, definendo interventi immobile per immobile (coprendo 2500 unità minime di intervento). Inoltre, è stato richiesto dal legislatore che avesse valenza paesaggistica e di riqualificazione ambientale, anticipando di fatto una sezione funzionale del Piano Paesaggistico Regionale.

Tra le principali innovazioni procedurali e tecniche si citano la possibilità di demolire e ricostruire nelle aree R4 ad alto rischio geologico (ottenendo linee guida dal commissario per tutelare la vita umana), e la questione della delocalizzazione degli edifici agibili e non (circa 350 edifici), un processo estremamente complesso data la scarsità di siti edificabili sull’isola e la resistenza dei cittadini ad abbandonare le proprie radici.

La seconda sessione del convegno ha incluso la presentazione dell’architetto Ferroni, che è intervenuta in nome della società Archliving per esporre un progetto di ricerca sviluppato l’anno precedente, in occasione dell’evento organizzato dal Premio Internazionale di Architettura di Ischia (PIDA), intitolato “La città europea del futuro”.

Il progetto di ricerca ha cercato di tradurre le istanze del Piano di Ricostruzione in una visione volutamente “anticonvenzionale” e “utopica”.

L’elemento centrale della proposta è la concezione dell’infrastruttura:

1.  Integrazione con la Disciplina Urbanistica: L’infrastruttura non è pensata solo come presidio di sicurezza, ma come un elemento integrato nella disciplina urbanistica, consapevole dell’impatto sul paesaggio.

2.  La “Dorsale” di Rigenerazione: Il progetto propone un “filo d’oro” o una “dorsale” che attraversa le diverse declinazioni del paesaggio e si insinua lungo la traccia della discesa della frana per rigenerare il territorio e creare opportunità di ricostruzione.

3. Inversione di Approccio e “Centro Storico Verde”: L’architetto Ferroni ha notato come l’isola sia stata storicamente vissuta nell’entroterra prima di un riversamento sulla costa negli anni ’50, portando all’abbandono delle infrastrutture storiche di sicurezza (come le briglie ottocentesche e i terrazzamenti). Il progetto propone un approccio inverso, dove questa dorsale diventa un elemento di interesse reale, garantendo la manutenzione dell’elemento infrastrutturale.

4.  Il Cammino Lento: La dorsale è stata immaginata come un “camminare lento” che attraversa il territorio, offrendo la possibilità di rilevare le stratificazioni litografiche, le fumarole, e le sculture del paesaggio.

5.  Piazza Belvedere e “Scala al Paradiso”:Nella parte più alta, dove il Piano di Ricostruzione prevede una vasca di colata, la proposta ha immaginato una Piazza Belvedere e una “scala al paradiso” . Qui è stato proposto un restauro ambientale e paesaggistico, includendo la piantumazione di piante autoctone che andrebbero a segnare l’evento nella ricorrenza del 26 novembre.

Gli elaborati del progetto sono stati sviluppati anche all’interno del workshop PIDA 2024 che ha coinvolto studenti provenienti dall’Università di Tor Vergata, dal Politecnico di Milano e da Palermo. Tali elaborati hanno rappresentato diversi scenari, tra cui la realizzazione di un ponte per connettere i percorsi CAI e sentieri storici, e strutture idrauliche (come “frangifrutti”).

A seguire l’intervento dell’Arch. De Angelis dal titolo “Il Vaso di Pandora della Ricostruzione: Le Proposte di Rigenerazione Ambientale del PIDA a Ischia”

L’intervento ha raccontato gli esiti positivi delle osservazioni al piano dell’Associazione PIDA, insieme a una rete di associazioni tecniche e di categoria, tra cui Federalberghi Ischia, Associazione Ingegneri Ischia, CAI Ischia, Geologi, Geometri e Agronomi, ha presentato osservazioni articolate al Piano di Ricostruzione (PdRi) dell’isola. Queste osservazioni miravano a influenzare il Piano di Ricostruzione, uno strumento complesso e multidisciplinare che per sua natura deve contemperare l’esigenza di garantire la massima sicurezza possibile con l’obiettivo di conservare l’identità e la sopravvivenza delle comunità locali.

Osservazioni Accolte e la Visione Tecnica

Una delle principali istanze accolte dal Piano ha riguardato gli interventi strutturali locali (Domanda A2.3). L’Associazione PIDA aveva richiesto che fosse sufficiente effettuare interventi strutturali “solo locali” nell’ambito della manutenzione ordinaria e straordinaria. Questa richiesta è stata giudicata *accoglibile*, portando alla riformulazione delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) del PdRi. È stata eliminata la precedente prescrizione che obbligava, in caso di manutenzione straordinaria con interventi strutturali, all’estensione dell’intervento all’intera unità strutturale autonoma.

A livello di pianificazione ambientale, è stata parzialmente accolta la proposta di integrare tecniche di Agroforestazione e Permacultura (Domanda A2.22). Questa integrazione è confluita nell’Articolo 22 delle NTA, stabilendo la possibilità di realizzare progetti agroforestali nelle aree agricole e boschive, con l’obbligo di definire specifici criteri di progettazione e gestione sostenibile.

Inoltre, è stata accolta l’osservazione (A2.24) di integrare le proposte emerse dal workshop PIDA all’interno delle Unità Minime di Intervento (UMI) identificate dal Piano, tramite l’integrazione delle *schede d’ambito*. Un successo importante per il sodalizio.

Il Ruolo del Paesaggio e la Proposta Simbolica

Le riflessioni presentate dal PIDA si inseriscono nel contesto più ampio della rigenerazione ambientale e paesaggistica, che la legge istitutiva del Piano di Ricostruzione richiede come uno dei pilastri fondamentali. Il territorio di Ischia, con la sua eccezionale copertura forestale e l’ingegneria di terrazzamenti storici**, rappresenta un patrimonio unico.

Le proposte PIDA hanno spesso cercato di tradurre le necessità del Piano in una visione “utopica”, mirando a un approccio inverso rispetto al passato. Si è evidenziato come l’abbandono delle infrastrutture storiche (come i terrazzamenti e le briglie ottocentesche) abbia contribuito agli eventi calamitosi. Di conseguenza, la visione promossa suggerisce che l’infrastruttura di sicurezza non debba essere solo un presidio tecnico, ma un elemento integrato con la disciplina urbanistica, diventando una “dorsale” o un “filo d’oro” che attraversa il paesaggio e che si rigenera proprio nel punto del dissesto.

In linea con questa enfasi sul valore identitario e commemorativo, è stata presentata l’osservazione (A2.19) per la creazione di un memoriale paesaggistico per la frana del 2022, chiedendo di integrare le NTA con la possibilità di prevedere interventi paesaggistici di valenza simbolica nelle aree colpite, favorendo percorsi tematici. Nonostante questa richiesta sia stata giudicata *inammissibile* perché esulante dalle specifiche competenze del Piano di Ricostruzione, i suoi contenuti sono stati ritenuti condivisibili e possono fungere da indirizzo per la progettazione futura degli interventi.

L’impegno per la tutela del paesaggio in Ischia è cruciale, tanto che la Regione Campania ha dovuto lavorare con sforzo per redigere una sezione funzionale del piano paesaggistico relativa all’isola, anticipando il piano regionale generale, al fine di rendere il Piano di Ricostruzione immediatamente attuativo. Il piano deve infatti incoraggiare la cura e la tutela del patrimonio montano, promuovendo la gestione attiva del manto forestale e dei terrazzamenti come una strategia non strutturale, ma essenziale, di sicurezza pubblica e godimento estetico.

In conclusione, l’evento ha messo in luce la necessità di affrontare la ricostruzione non solo come ripristino fisico, ma come opportunità di riqualificazione complessiva e sviluppo sostenibile, un concetto rafforzato dalle visioni innovative presentate dall’associazione PIDA, che pone al centro il paesaggio, la cultura e l’ambiente. Il successo finale del piano dipenderà dalla sinergia istituzionale e dalla fase attuativa.

Come ribadito dai sindaci, dare un futuro e una prospettiva di sviluppo all’isola è fondamentale per mantenere la competitività turistica e la qualità della vita. La fase attuativa, supportata da una forte sinergia istituzionale e dalla condivisione con la cittadinanza, sarà decisiva per garantire che il Piano possa rompere con le pratiche del passato e assicurare il massimo livello di sicurezza e coesistenza con un ambiente fragile.

Arch. Giovannangelo De Angelis

Pres. Ass. PIDA