| Tre giorni da incorniciare... |
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Il 21 luglio, nel suggestivo anfiteatro della villa “La Colombaia” residenza estiva del celeberrimo regista Luchino Visconti, il Premio Internazionale Ischia di Architettura ha preso il via. Già nel corso di questa prima serata il dibattito si è animato attorno al controverso tema del rapporto tra Arte e Architettura. Sei artisti hanno proiettato le loro proposte progettuali per riqualificare e abbellire luoghi simbolo dell’isola. Riccardo Dalisi ha proposto una riflessione sul ruolo degli alberi nelle piazze Il suo progetto “Emiciclo verde con la statua di andare e venire” si colloca nella piazza antistante il Castello Aragonese a Ischia Ponte e prevede un semicerchio di piante accanto alle quali è installata una figura la cui testa è trafitta da due spade contrapposte. Giovanni De Angelis propone tre interventi per tre diverse piazze. Il primo si colloca nella trafficata piazza degli eroi ad Ischia. La scultura rappresenta un uomo che entra in un albero quasi morto, un’immagine romantica ed utopica che sembra quasi scaturire naturalmente dal vortice dei veicoli. La scultura per piazza Girardi a Lacco Ameno raffigura due mani che si stringono, simbolo di aiuto e solidarietà, quella per il belvedere di Barano d’Ischia è un uomo su un cono rovesciato che guarda il mare. Felix Policastro tende sempre a contestualizzare le opere con il luogo e nell’intervento per la Piazza di Sant’Angelo dal titolo “luci sulle nuove parole” scrive un frase con la luce per sottolineare l’imminente e forte necessità di pensieri, parole e poesia. Lo studio Rotella interviene su Piazza San Francesco a Forio con il progetto “cordula”. Una scultura-architettura pensata come uno spazio contemplativo unisce arte, tradizione e meditazione. Una scultura da abitare, un fulcro aggregativo che vede al centro della grande corbula, un albero di limone. Perino e Vele propongono “Luoghi Comuni”, un’installazione nel centro di Casamicciola Terme. Tre pali in ferro zincato ricchi di segnaletica disorientano l’osservatore. Sui cartelli, fogli gialli di carta pesta con eventi di cronaca e date storiche ricordano i post-it e l’affissione selvaggia dei manifesti. Roberto Serino e Paola Galante inseriscono il loro intervento nella Piazza del porto di Forio. “Ubi, qui in aquam mersit, emergit” (quando il tuffatore emerge), una figura di vetro alta ventuno metri emerge dal mare e ritorna sul terreno, nella zona del molo. Qui compare il movimento d’ombra, mutevole nelle diverse ore della giornata. Sul rapporto tra arte e architettura hanno scambiato le loro opinioni Stefano Casciani, Raffaele Cutillo, Luigi Prestinenza Puglisi,Francesco Rispoli moderati da Giancarlo Graziani. Luigi Prestinenza Puglisi sostiene che ci sono artisti che vogliono fare gli architetti e viceversa, artisti che collaborano con gli architetti, altri che si ribellano e li criticano. In questa confusione è un bene che questo che ci sia questo un dibattito. Stefano Casciani ritiene che su questa sovrapposizione ci sia molto da dire. Il rapporto tra arte e architettura è fecondo e allo stesso tempo problematico e non sempre le opere anche di grandi artisti trovano collocazione all’interno del contesto urbano. Per Francesco Rispoli arte e architettura sono generi di scrittura. Non si può parlare intorno all’architettura e arte se precedentemente hanno parlato l’architettura e l’arte attraverso opere concrete. Raffaele Cutillo presenta la video mostra “Luci sulla città, il corpo della città. anamnesi, visioni, incroci” realizzata con un amico psicoanalista. È un’analisi della città vista attraverso la percezione e in particolare il tatto che è una componente generalmente trascurata dalle ricerche intellettualistiche. Nell’anfiteatro della Colombaia è stata esposta una scultura dell’architetto Dalisi, proveniente dalla galleria Del Monte che a fine serata, l’architetto stesso ha donato alla Fondazione la Colombaia affinché fosse esposta a ricordo della serata. Il gesto è simbolico e è un invito agli artisti a donare un’opera ad un luogo per rafforzare il rapporto arte città. Il 22 luglio, sempre alle 21:30 alla Colombaia, si è discusso sul controverso ruolo dell’architetto, sulla professione, sulla legge per la qualità dell’architettura e sullo strumento del concorso di progettazione quale metodologia per la selezione degli incarichi. Nell’introdurre i lavori, Giancarlo Graziani ha sottolineato che il mestiere dell’architetto ha una finalità semplice che svolge in un contesto complicato a causa dell’apparato normativo e dei tempi. Gerardo Maria Cennamo, vice presidente Ordine Architetti di Napoli, ha presentato l’indagine che il CRESME sta realizzando insieme agli ordini professionali per sondare lo stato delle professioni, nel caso specifico sugli architetti. L’obiettivo è di conoscere ciò che succede nel mondo della professione, attraverso un questionario tematico, il racconto e la fotografia dello stato della professione, della categoria, dei professionisti e del mercato risultante dalle opinioni degli architetti. È emerso che gli architetti in Italia vivono un momento di forte crisi a causa di una serie di problematiche concomitanti e della miopia della politica che attua una strategia di delegittimazione del lavoro intellettuale attraverso la demolizioni dei simboli. Giorgio Santilli, giornalista de Il Sole 24 Ore, insieme alla sua redazione ha elaborato una proposta di legge che rende necessario il concorso per la realizzazione di opere pubbliche. Il concorso è l’unico strumento che favorisce il dialogo tra le diverse figure che concorrono alla realizzazione di un’opera pubblica: il committente, il progettista e il fruitore. La proposta che ha raccolto molti consensi di associazioni di categoria, ordini professionali, politici di diversi schieramenti è stata recepita da alcuni parlamentari che hanno elaborato il disegno di legge numero 4492 che è stato presentato alla Camera dei Deputati. La proposta introduce modifiche al codice dei contratti pubblici finalizzate alla promozione della qualità architettonica e alla disciplina della progettazione. Alessandro Castagnaro presidente ANIAI plaude al PIDA perché in questi quattro anni di vita è riuscito a proporre iniziative sempre più coinvolgenti e quest’anno in particolare il tema del rapporto arte e architettura ha suggerito interessanti spunti di riflessione. Anche il workshop fa capire che con la creatività si può fare un’architettura migliore. Sul tema del concorso di progettazione ripropone un excursus storico per dimostrare la validità di questo strumento. Anche per il duomo di Firenze nel 1418 fu bandito un concorso subito annullato perché Brunelleschi portò il plastico della cupola che affascinò tutti e si aggiudicò i lavori. Anche nel 1850 in occasione della prima Esposizione Universale di Londra fu bandito un concorso a cui parteciparono 240 progettisti di tutto il mondo. Vinse Paxton che realizzò la famosa serra. I concorsi poi dipendono molto dalla committenza. Quanti giovani oggi riescono a partecipare ai concorsi? Il concorso deve entrare nella progettazione anche di piccole cose, deve essere aperto a tutti e il bando deve essere corretto e trasparente. La normativa vigente italiana è troppo restrittiva e porta all’abusivismo. Per Paolo Pisciotta consigliere nazionale dell’Ordine degli architetti oggi è in atto un tentativo di abolire gli ordini professionali. Se ciò avvenisse l’architetto diventerebbe un dipendente dell’impresa. E in un momento di crisi come quello attuale c’è invece bisogno di maggiore protezione dell’architetto, la figura più svantaggiata nel processo costruttivo. Da quando è stata introdotta la legge Merloni -che secondo Santilli è stato uno spartiacque- architetti giovani e meno giovani hanno perso molte opportunità di lavoro. Si è abbandonato il concorso in nome dell’Europa, ma nelle altre nazioni i concorsi si fanno e producono anche ottimi risultati. È necessario capire quali sono i ruoli da assumere ora che si porta avanti questa partita sulla qualità in architettura. Nel 1998 ad Assisi e nel 1999 a Torino il consiglio Nazionale dell’Ordine degli Architetti ha lanciato la proposta per una legge sulla qualità dell’architettura che non è stata recepita. Michele Calise assessore all’urbanistica del comune di Forio affronta il problema da un punto di vista diverso sia per la sua formazione di avvocato, sia per il ruolo che riveste. I concorsi sono uno strumento necessario per produrre un’architettura di alto valore qualitativo. Ai concorsi partecipano ottimi architetti che mettono sul tavolo progetti spendibili. Il PIDA è un esempio che ciò può avvenire: sia lo scorso anno per il PAFO, sia quest’anno per la caserma dei Carabinieri sono stati e saranno elaborati progetti di grande valore. Il problema è che le amministrazioni hanno moltissimi vincoli normativi, burocratici e difficoltà economiche. A fine serata c’è stata l’inaugurazione mostra fotografica di Luigi Filetici “Metamorfosi urbane”. Il 23 luglio, sempre alle 21:30 alla Colombaia, si è tenuta la serata conclusiva del Premio Internazionale Ischia di Architettura. Hanno portato il loro saluto e il loro apprezzamento sul PIDA: Cesare Maria Casati direttore del L’Arca, Linda Nubani professore associato all’American University di Dubai e. direttore del Mazari Interior Design a Dubai, Gennaro Polichetti presidente dell’Ordine degli Architetti di Napoli, Franco Regine sindaco di Forio, Federico Verderosa consigliere ANAB. Dopo il saluto del sindaco di Forio Franco Regine, Giancarlo Graziani ha proceduto alla premiazione delle tre sezioni del Premio Internazionale Ischia di Architettura: il concorso per gli alberghi: sezione architettura e interior design, il workshop e i premi speciali della giuria. Per il CONCORSO sugli alberghi, terme, SPA, parchi termali, villaggi turistici, agriturismi che sappiano coniugare la qualità dell’ospitare con il rispetto dell’ambiente sono stati premiati:
Per il WORKSHOP “Da ecomostro ad eco beauty”, diretto dall’architetto Mario Cucinella, che prevedeva il completamento di un fabbricato nel Comune di Forio d’Ischia, compiuto solo nella struttura portante, da ultimare in caserma dei Carabinieri sono stati assegnati i seguenti premi:
I PREMI SPECIALI DELLA GIURIA sono stati assegnanti a:
A fine serata c’è stata l’inaugurazione mostra dei progetti dei primi tre classificati al concorso sugli alberghi sia nella sezione architettura che nella sezione interior design. |
















