Ischia. Il volto strutturale dell'accoglienza deve essere rinnovato. È possibile realizzare un grande progetto di restyling degli alberghi dell'isola d'Ischia, armonizzando l'immagine delle aziende ricettive, rendendole più omogenee con il territorio, guardando alla modernità? Occorre dimenticare la storia dell'edilizia fai-da-te nell'industria dell'ospitalità, per affrontare la concorrenza crescente dei mercati.Sono alcune delle sfide lanciate dal Premio Ischia Internazionale di Architettura (Pida), la kermesse estiva giunta alla terza edizione, che si svolgerà tra Lacco Ameno e Forio dal 19 al 24 luglio.
Ieri l'annuncio, in concomitanza con la pubblicazione del bando pubblico di partecipazione - in Italia e negli Stati Uniti, con scadenza il 18 giugno - al concorso legato alla manifestazione che, sotto l'egida di partner prestigiosi, tra i quali spicca l'istituzione di settore più importante negli Usa, l'American Institute of Architects, è organizzata dall'ordine degli architetti di Napoli, dall'associazione nazionale giovani architetti e dell'associazione nazionale di Architettura Bioecologica. Il comitato promotore è coordinato da Giovannangelo De Angelis, professionista foriano che ha ideato l'appuntamento per «la divulgazione, con un profilo intellettuale ed educativo, della cultura architettonica sull'isola, e diventare - sottolinea - un punto di riferimento nazionale e non solo nel dibattito architettonico, e specificatamente in quello del settore turistico ricettivo». Il «Pida», infatti, premia una terna di opere realizzate nel mondo delle architetture del turismo (alberghi, centri termali, beauty farm, stabilimenti balneari) che abbiano un basso impatto di consumo energetico. Al primo classificato sarà riconosciuto un premio di quattromila euro; duemila al secondo; tremila al terzo. Tra le iniziative collaterali, conferenze, proiezioni di film e mostre. Ciro Cenatiempo - 15/05/2010 fonte: Il Mattino |