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Ischia/Italia
di Giancarlo Allen
Ischia è un microcosmo eccellente. Una piccola isola molto popolata.Contiene bellezze, qualità, problemi,contraddizioni che possiamo ritrovare nelpiù vasto territorio italiano e in altre parti del pianeta. Mare, coste, colline e monti, paesaggi indimenticabili.
Clima mite, risorse naturali, sole e acqua calda termale. Storia millenaria, cultura stratificata, archeologia, tradizione, cibo e vino di altissima qualità. Un piccolo paradiso insomma come un paradiso è l’Italia intera. Ma il paradiso alla lunga annoia. Troppa bellezza è monotona! Traffico convulso, edificazione selvaggia, sovracrescita, abusivismo, assenza di fognature, rumore, inquinamento, kitch in ogni angolo sono gli antidoti alla monotonia del bello. A Ischia gli antidoti abbondano.
Premio Ischia di architettura A Ischia si è tenuto lo scorso settembre un piccolo nuovo premio di architettura. Fin qui niente di particolare: in Italia nascono e muoiono premi in ogni paesello. Il premio Ischia di architettura ha però alcune peculiarità: è dedicato all’architettura dell’accoglienza, si premiano in parallelo architetture realizzate sull’isola e architetture realizzate in Italia, si valorizzano i giovani e il cinema di architettura. Infine si premiano realizzazioni di architettura sostenibile con un premio dedicato (premio anab per l’architettura sostenibile). Il premio è stato organizzato con molta passione e sensibilità. Un premio quindi che merita di essere sostenuto perché diventi grande e importante. Ischia non è un paesello ed ha un enorme bisogno di architettura nel senso più nobile, olistico e meno praticato del termine.
Quattro architetture Sono stato a Ischia alcuni giorni ospite degli organizzatori per partecipare ai lavori di una giuria di grande levatura culturale. Ho girato per l’Isola scoprendo visioni e luoghi che il turista non può vedere. Ho provato a leggere Ischia come un’architettura o come architettura di architetture senza dimenticare il pensiero che l’isola possa essere pensata come un condensato d’Italia.
La prima architettura è la natura Le bellezze naturali hanno forme e volumi composti in modo mirabile. Formazioni geologiche, sollevamento di rocce vulcaniche, colate laviche giunte fino al mare, tufo verde e fumarole. 150.000 anni di lavoro paziente, lento con improvvise accelerazioni. Chiunque o qualunque sia l’artefice di questa architetttura a Ischia la natura è grande architettura.
La seconda architettura è la storia La storia si legge in particolare sui libri o sulle testimonianze scritte. Molto più direttamente ed esplicitamente i più leggono la storia attraverso l’architettura. L’architettura è traccia visibile della storia. ll territorio è il libro evidente dove la storia viene scritta dall’architettura. A Ischia la storia si è stratificata testimoniando la vita umile di contadini e pescatori insieme a quella di uomini ricchi e potenti. In entrambe i casi è incredibile come l’architettura sedimentata della storia sia una vera seconda natura. Case, chiese e castelli sembrano escrezioni minerali delle stesse rocce che compongono l’isola, con esse si integrano a formare un unicum ormai inscindibile. In alcuni casi questa architettura si manifesta attraverso la decostruzione piuttosto che attraverso la costruzione.
Un’architettura di sottrazione, un’architettura
scavata. E’ il caso dell'architettura rupestre delle case di pietra sparse in particolare nella zona che va da NO a SO dell’isola (Ischia. L'architettura rupestre delle case di pietra - Nicoletta D'Arbitrio, Luigi Ziviello - ESI Napoli, 1991). La scelta di decostruire fu favorita dalla presenza sul territorio di grandi massi di tufo originati dall’attività vulcanica e dalla facile plasmabilità del tufo stesso che consentiva di scavare e modellare i massi per realizzare abitazioni. L’abitazione rupestre aveva un progetto chiaro pensato da uomini che avevano una radicata conoscenza dei fenomeni naturali e del clima. Sole, vento, pioggia determinavano la trasformazione dei massi come grandi sculture abitate. Le aperture erano collocate in base ai venti estivi dominanti per assicurare una giusta ventilazione agli ambienti interni e una buona difesa dall’irraggiamento solare; la dimensione delle aperture era studiata in funzione dell’esposizione al sole e della loro destinazione d’illuminazione o affaccio; la raccolta dell’acqua piovana era realizzata con canali scavati nella roccia e cisterne al di sotto del masso-abitazione. L’architettura rupestre di Ischia è un rarissimo esempio in tutta Italia. In un paese civile sarebbe protetta e conservata.
La terza architettura è la contemporaneità In occasione dell’ultimo condono edilizio nel comune di Forio, a fronte di 17.000 abitazioni presenti sul territorio, sono state presentate 19.000 richieste di sanatoria. Negli ultimi 50 anni l’isola è stata aggredita da una nuova colata lavica composta principalmente da cemento che si è distribuito in modo assolutamente imprevedibile e imprevisto. Questo fenomeno ha alterato i luoghi, ha corrotto i paesaggi, ha imbarbarito gli uomini. Qualcuno in nome dell’economia di mercato vorrebbe continuare a costruire ed è insofferente ai vincoli. Servono case e alberghi nuovi, bisogna ingrandire quelli vecchi. Le soprintendenze sono un ostacolo, garantire la conservazione materiale e culturale del paesaggio e dei beni architettonici e storico artistici è antimoderno. Costruire è istintivo quindi naturale. L’isola ha limiti evidenti, il mare è un recinto. Quando il caos si avvicinerà al collasso anche l’ultimo dei tedeschi smetterà di sbarcare sull’isola e forse l’isola rinascerà.
La quarta architettura è il futuro Progetto: Il termine deriva dal latino proiectum, participio passato del verbo proicere, letteralmente traducibile con gettare avanti. Il termine progetto contiene in se l’idea di futuro. Il destino dell’architettura è il progetto. Quale architettura per il futuro di ISCHIA/ITALIA? Penso che l’unico progetto possibile sia quello dell’architettura naturale intesa come quell’architettura che impara le sue regole dalla natura. Significa ricominciare dall’inizio con umiltà e disponibilità ad imparare appunto dal sole, dal vento, dai materiali locali ma anche con grande capacità innovativa, di ricerca, di curiosità per la tecnologia. L’architettura naturale per ISCHIA/ITALIA ha quattro gambe: riqualificazione curare, conservare, migliorare, aggiornare l’architettura esistente densificazione riempire i vuoti, rendere compatto il tessuto già costruito decostruzione smontare l’architettura di bassa qualità, riciclare i materiali sostituzione costruire nuove architetture naturali al posto di edifici brutti e pericolosi. Serve una nuova architettura della decostruzione, togliere anziché aggiungere; senza smettere di crescere. Una sfida improbabile ma di grande interesse.
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