Friday, 18 May 2012
AL PREMIO ‘ISCHIA DI ARCHITETTURA’ e ‘CORTI DI ARCHITETTURA’
ISCHIA PREMIA “MEGALOPOLIS”, FILM DEDICATO ALLE MEGALOPOLI DEL MONDO E AL LORO RUOLO NEL NOSTRO IMMAGINARIO
grignaffini-conversano
Venerdi 10 sera la proiezione del film di Nene Grignaffini e Francesco Conversano in piazzetta San Girolamo a seguire del dibattito sulla Qualità della Sostenibilità.
Sabato sera, all'Albergo della Regina Isabella, la premiazione nella serata di gala (ad inviti) dedicata all'architetto Louis Kahn, attraverso la proiezione del film My Architect realizzato dal figlio del grande architetto, il regista Nathaniel Kahn che sarà presente alla serata e riceverà l'Ischia Global Award - premio Luchino Visconti.

Megalopolis è una serie di sei documentari ideati e diretti da Francesco Conversano e Nene Grignaffini dedicati alle megalopoli del mondo, realizzati da Movie Movie per Rai 3. La serie vuole essere una rappresentazione possibile della realtà e dell’immaginario delle megalopoli del XXI° secolo. Una sorta di “escursione” nel territorio urbano, di volo sulle sue superfici e nelle sue densità, ma anche di penetrazione nella quotidianità e nella soggettività degli esseri umani. È un racconto che si sviluppa fra l’Occidente e l’Oriente, un viaggio attraverso sei megalopoli: Los Angeles, San Paolo, Il Cairo, Shenzhen, Karachi, Tokyo.
Uno studio sulla crescita della popolazione terrestre condotto dalle Università della Carolina del Nord e della Georgia, stabilisce che il 2007 rimarrà una data importante nella storia dell’umanità: per la prima volta la popolazione che vive nelle città ha superato quella insediata nelle campagne. Un secolo fa, solo il 14% della popolazione della terra viveva nelle città, ma si prevede che entro il 2010 negli agglomerati urbani vivrà il 51,3% della popolazione mondiale. Centinaia di milioni di abitanti risiederanno prevalentemente nelle megalopoli.
Megalopolis è quindi l’esplorazione di sei grandi megalopoli, strutture complesse, ma anche molto fragili, nelle quali ogni giorno si affrontano problemi legati alla vivibilità in relazione alla crescita, all’abitabilità (dai grandi slum che rappresentano ormai una caratteristica drammaticamente ricorrente delle megalopoli al fenomeno dello squattering, l’occupazione abusiva degli alloggi), ai problemi legati al lavoro, all’inquinamento, alla criminalità, al controllo e alla sicurezza sociale, all’inclusione e all’esclusione, alla tolleranza, alle relazioni fra esseri umani sempre più soli e lontani, in un mondo in cui la ricchezza e la povertà sono sempre più radicalizzate e dove il divario fra le classi sociali è sempre più ampio. Le città inoltre, mai come oggi, devono saper affrontare e gestire gli effetti prodotti dalle diversità etniche e religiose.
Per rappresentare queste megalopoli del XXI° secolo, la loro crescita, le conseguenze concrete che provocano e che cambiano la geografia del mondo e le condizioni di vita di più della metà della popolazione globale, i sei documentari attingono anche alla science fiction, la letteratura di fantascienza che in anticipo sui tempi aveva già prefigurato le città come luogo dello scontro e delle tensioni sociali, le città di paura cheavevano alimentato le pagine di scrittori del secolo scorso come Clarke, Asimov, Ballard, Dick o le città non-luogo come quelle descritte da Marc Augè. E in Megalopolis una voce off riproduce questo immaginario letterario che corrisponde ad una realtà oggi molto spesso più inquietante dello scenario immaginato dagli scrittori.

 

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